mercoledì 27 febbraio 2013

Lezioni d'inglese per i non addetti ai lavori!


Quante volte vi siete trovati davanti una lettera in inglese a cui rispondere e non sapevate come fare? Oppure volevate scrivere a quell'amico o amica incontrati all'estero, ma non siete riusciti a farvi capire? La necessità di comunicare è fondamentale per intrattenere delle relazioni personali o lavorative, ma a volte non conoscendo la lingua ciò diventa impossibile...


Per questo motivo ho deciso di inaugurare questa nuova sezione, fino ad oggi immacolata! Inizierò con alcuni cenni su come scrivere una lettera formale.
Facciamo l'esempio di un potenziale cliente che vi contatta per la prima volta per informazioni sulla vostra attività... come si può rispondere?

Innanzi tutto nel caso in cui conosciate il nome della persona a cui rivolgervi è consigliabile iniziare con 


Dear Mr. (nel caso in cui si tratti di un uomo) [Caro Sig.]
Dear Mrs. (per una donna sposata) [Cara Sig.ra]
Dear Miss (per una donna non sposata) [Cara Sig.rina]
Dear Ms (se non si conosce lo stato civile) [Cara Sig.rina]

ovviamente seguito dal nome.

Se non si conosce il nome si può invece scrivere:

Dear Sir/Madam/Sir or Madam.


Potete scrivere frasi così:

I am writing in reply to your email/letter of [date] regarding our company and business activity.

[Le scrivo in risposta alla sua email/lettera del (data) in relazione alla nostra azienda e alla nostra attività]

Our company is a leader in the industrial field for the production of...

[La nostra azienda è leader nell'industria per la produzione di...]

Ovviamente il corpo della lettera può variare da caso a caso, secondo il tipo di attività che si svolge.

Una volta terminata la presentazione si può concludere così:

If you would like any further information, please don't hesitate to contact me.

[In caso abbia bisogno di maggiori informazioni non esiti a contattarmi.]

I look forward to hearing from you.

[Resto in attesa di un suo cortese riscontro.]


Per chiudere potete usare le espressioni:

Your sincerely.

[Distinti saluti]

oppure

Your faithfully.

[Cordialmente]

... seguito poi dalla firma e dal nome completo in stampatello.



Spero di esservi stata utile e se volete commentare non esitate a farlo!!

martedì 13 novembre 2012

COME EVITARE LE INTERRUZIONI

Vi è mai capitato di iniziare la giornata pensando che dovesse andare in un modo e poi di ritrovarvi a fare tutt'altro?
Beh, non è difficile perdere il controllo dei propri tempi se si lavora come freelance. Questo a prescindere dal tipo di lavoro che si svolge.

Molto spesso, sommersa dai mille impegni e dalle cose che ti chiedono di fare o dagli imprevisti che immancabilmente mandano all'aria la tua giornata lavorativa, mi ritrovo a cercare consigli su internet su come organizzare la propria giornata e il proprio lavoro.

Bene! Fatta questa premessa, devo farne un'altra: io sono una mamma, quindi tutto ruota intorno a questo. Potrebbe sembrare riduttivo, ma per me non lo è! È qualcosa che ti complica la vita, ma la anima e la rende interessante, più di quanto possano fare mille lavori...

Bando alle ciance, ecco alcuni consigli su come evitare queste famose interruzioni e ottimizzare i tempi:

1) IMPARARE A DIRE DI NO

Quando ti chiedono un favore e tu sei oberata di lavoro, cerca di rispondere "Mi dispiace, non posso! Devo lavorare!" Può essere difficile, e lo dico per esperienza, perché non tutti sanno cosa significa lavorare a casa da freelance... Molto spesso ho desiderato avere un ufficio o lavorare lontano da casa per ovviare a tutto ciò, ma questa è un'altra storia...

2) DELEGARE

Se avete la possibilità di delegare i vostri compiti ad altri, non esitate a chiedere! Fatevi aiutare per accompagnare i vostri figli per le varie attività extra-scolastiche, o delegate il marito/compagno a fare la spesa... Io purtroppo non ci riesco molto bene...

3) SEPARATE LA VITA PRIVATA DA QUELLA LAVORATIVA
Questa è una regola d'oro! Se il vostro ufficio è dotato di una porta, chiudetela. In questo modo riuscirete a isolarvi e a ottimizzare il tempo dedicato al lavoro. Nel caso in cui invece il vostro ufficio è solo una scrivania in una stanza di uso comune, cercate di lavorare quando gli altri membri della famiglia sono impegnati con scuola, lavoro e altre attività!

Ultimamente sto cercando di trasformare la mia postazione lavorativa in una postazione mobile, sfruttando smartphone e netbook. Devo ancora lavorarci, ma forse ce la posso fare! E voi come fate? Riuscite a dire di no? Mi piacerebbe molto conoscere altri pareri, pertanto i vostri commenti sono i benvenuti!

lunedì 6 agosto 2012

Pianificare e organizzare: ci riusciamo veramente??




Prendendo spunto dall'articolo di Maria Antonietta Ricagno

http://www.antotranslation.com/materiali/the-efficient-investment-of-time-by-the-freelance-translator-practical-rules-to-schedule-your-work-day-and-activities

non posso che riflettere sulla mia situazione attuale e sui ritmi di vita quotidiana lavorativa e privata.
Ancora adesso dopo tanti anni di lavoro sento di non riuscire a organizzarmi al meglio...
Sarebbe facile organizzare la giornata tenendo conto solo ed esclusivamente delle ore lavorative e delle consegne quotidiane, ma l'organizzazione non si limita solo a questo aspetto. Bisogna conciliare il lavoro con la vita privata, inclusa la gestione della casa.
Quando si hanno dei bambini in giro per casa e l'ufficio si trova tra le mura domestiche è davvero difficile separare le due cose, non ci si riesce mai veramente, ve lo posso garantire. Sicuramente quando i bimbi sono a scuola si può fare di più, concentrando tutta l'attività più impegnativa in quelle cinque ore del mattino, ma una volta rientrati a casa, bisogna necessariamente interrompere il lavoro e dedicarsi a loro. Tutto ciò se si è scelto di non avere una baby sitter, di seguire i propri figli nei compiti e di trascorrere più tempo possibile con loro. Di conseguenza l'orario di lavoro si riduce a quelle ore mattutine e a qualche ora nel pomeriggio, sera o notte (per chi ci riesce...)! Per quanto riguarda poi la gestione della casa, il discorso non cambia molto... anche qui bisogna conciliare! Se non si ha qualcuno che aiuti in casa, il partner, una persona per le pulizie, bisogna trovare il tempo di fare anche le pulizie domestiche, di cucinare, lavare, stendere, stirare... di fare insomma tutto ciò che fa una casalinga. Come si può far rientrare tutto nei tempi??? Io ci sto ancora lavorando e per ora non mi posso permettere nessun aiuto in casa...

Un'altra cosa che mi chiedo continuamente è: ma i nostri colleghi uomini hanno tutti questi problemi??o è una questione prettamente femminile?
Mi piacerebbe sapere come altre mamme-lavoratrici-freelance-casalinghe riescono a tenere testa a tutto ciò, quindi se volete condividere la vostra opinione siete i benvenuti!!!
Ora vado a preparare il PRANZO!!!

domenica 5 agosto 2012


La crisi e il rinnovamento.

Ogni crisi porta con se' dei cambiamenti, è un modo per ripartire, per analizzare il proprio percorso di vita.
Si può parlare di percorso personale, lavorativo, spirituale... ma l'importante è la reazione! Sì, perché bisogna reagire mettendosi in gioco continuamente, senza mai dare nulla di scontato, senza lasciarsi andare a una routine sterile e infeconda.
Anche la crisi economica che stiamo vivendo negli ultimi anni deve farci riflettere, per portarci a un cambiamento radicale della nostra società e delle regole dell'economia. Certo non sono un'esperta di economia, ma penso che riducendo gli sprechi e reinventandosi un lavoro, o dedicandosi all'autoproduzione qualcosa si possa ancora fare. Non si deve assolutamente perdere la speranza e bisogna rimboccarsi le maniche, senza scuse! Solo così, forse potremo sperare di dare un futuro migliore ai nostri figli.
Girovagando in rete, da un po' di tempo, trovo e leggo sempre più blog dedicati al movimento della decrescita felice, il downshifting.
È sicuramente un segnale negativo di forte crisi, perché molti sono obbligati a scegliere uno stile di vita più frugale e completamente diverso da quello che conducevano in precedenza. Non bisogna però assolutamente sottovalutare la ventata di novità che rappresenta questo movimento.

Ma cos'è il downshifting?

Dal MACMILLAN DICTIONARY:

          ...to change to a different job or way of life, so that you have      
          less money and responsibility but more satisfaction and 
          happiness... 

Traduzione per i non anglofoni:

...cambiare lavoro o stile di vita, in modo da avere meno soldi e responsabilità, ma con maggiore soddisfazione e felicità...

 In poche parole significa ridurre, rallentare il ritmo lavorativo per riuscire finalmente ad apprezzare le cose più semplici. Una vita non più guidata dal consumismo, né dominata dallo stress, ma la scelta di un consumo ragionato e consapevole. Il cambiamento può essere obbligato o avvenire per scelta. Molti potranno dire che non ha senso ridurre e vivere in ristrettezze se si hanno a disposizione abbastanza soldi per continuare a spenderli, ma è tutta una questione di scelte e di coscienza e rispetto di noi stessi, degli altri e last but not the least dell'ambiente.

mercoledì 14 luglio 2010

Mamma e freelance.

Ho deciso di intraprendere la carriera da freelance in seguito alla nascita della mia prima bambina, quasi cinque anni fa…
Uno dei motivi che mi ha spinto a prendere questa decisione è stato proprio la possibilità di rimanere con mia figlia tutta la giornata senza affidarla a nessuno.
Ovviamente il ritmo di lavoro iniziale era molto lento e lavoravo principalmente per l’agenzia per la quale avevo lavorato come in-house. Avevo tante cose da imparare e la situazione sembrava abbastanza gestibile.
Quando la collaborazione con l’agenzia si è interrotta e ho cominciato a cercare nuovi clienti lavorare con una bimba piccola è stato molto difficile. Non volevo e non potevo permettermi una babysitter… con il passare del tempo e man mano che mia figlia è diventata più indipendente le cose sono migliorate fino a quando non è nata anche la seconda bambina!
Nuova pausa e nuova riorganizzazione…
È passato un anno e mezzo circa prima che potessi riprendere il ritmo che avevo in precedenza e solo quando entrambe le piccole sono andate alla scuola materna ho potuto tirare un sospiro di sollievo!
Mattina e prime ore del pomeriggio libere… finalmente ho potuto riprendere in mano la situazione e incrementare il lavoro…
La presenza dei genitori è molto importante per i bambini e non ho voluto rinunciare ad esserci!
Ho avuto in passato la possibilità di lavorare come dipendente, ma non faceva per me...
Ora non mi pento delle mie scelte e guardo avanti!
Le bambine cresceranno e andranno a scuola diventando più indipendenti e il tempo per la mia attività sarà sempre più facile ritagliarlo…
Intanto ora che siamo in estate mi ritrovo con entrambe a casa dall’asilo! Nei periodi più intensi lavoro di notte o la mattina presto, oppure le bimbe stanno un po’ con i nonni.
Per quest’anno abbiamo deciso di non iscriverle al campo estivo, anche se ne avevamo la possibilità, ma abbiamo preferito lasciarle libere per i due mesi di vacanza che hanno… se già adesso che sono così piccole devono rinunciare a divertirsi, cosa faranno da grandi quando dovranno lavorare anche loro?
La chiave per non stressarsi in estate è quella di trarre vantaggio della situazione, godendo del tempo trascorso con i nostri figli e rilassandoci.

martedì 6 luglio 2010

Pianificare: istruzioni per l’uso

La vita da freelance può essere molto complicata a volte e l’unica cosa che si può cercare di fare è organizzarsi, pianificando la giornata o addirittura la settimana.

Alcuni degli aspetti più difficili di cui tener conto se si sceglie di intraprendere una carriera da freelance riguardano soprattutto l’organizzazione e l’autodisciplina. Essere il capo di se stessi è qualcosa di fantastico, non si hanno supervisori, né orari standard da rispettare e si lavora tranquilli a casa propria… con la famiglia e magari anche in pigiama!
Tutto questo però, se non gestito correttamente, può diventare una vera e propria trappola… scadenze non rispettate, figuracce con i clienti sono sempre in agguato da una parte, mentre se si decide di concentrarsi maggiormente sul lavoro si rischia di trascurare la famiglia…
Questa situazione può diventare a lungo andare deleteria psicologicamente, fisicamente e anche dal punto di vista sociale…

Una soluzione è sicuramente quella di cercare un equilibrio e di imporsi una disciplina che consenta di concentrarsi e di trarre il meglio da ogni aspetto della vita quotidiana lavorativa e sociale.

Stabilire un orario di lavoro preciso può essere molto utile e soprattutto aiuta a mantenere una certa produttività.
Alzarsi molto presto la mattina e concentrarsi subito sul progetto da consegnare in giornata aiuta a separare vita privata da vita lavorativa… una volta terminato il lavoro ci si può dedicare ad altro!

Personalmente mi riesce molto difficile organizzarmi, non sono una BO (Born organized, per i non anglofoni “nata organizzata”), come definisce Flylady coloro che hanno una propensione innata per l’organizzazione e che sanno già come fare le cose. Quindi mi tocca lavorare molto su me stessa.

Leggendo qua e là in rete, sui vari blog dedicati all’argomento, ho trovato molte idee e suggerimenti e cercherò di metterli in pratica…

Magari troverò la soluzione più adatta a me! Mi sento ancora una naufraga senza una meta definita e finché non l’avrò trovata non riuscirò a vedere la terra…




sabato 26 giugno 2010

Benvenuti!

Salve a tutti!



E benvenuti all'inaugurazione del mio nuovo blog...



Innanzi tutto mi presento...



Mi chiamo Angela Monetta e lavoro come traduttrice da circa sei anni.

Mi sono laureata in Lingue e letterature straniere nel 2003 e quasi subito dopo la laurea ho iniziato questo viaggio fantastico come stagista. Quest'esperienza mi è servita molto consentendomi di entrare subito nel vivo del lavoro di traduttrice...

Ho così familiarizzato con le traduzioni tecniche, con le varie tecniche di traduzione e imparato cosa fosse un CAT tool, fino ad allora parola a me completamente sconosciuta.

Finito lo stage ho cominciato a guardarmi intorno e ho preso quella che sarebbe stata la decisione definitiva sulla mia vita lavorativa.

Mi sono specializzata sul campo, soprattutto nell'ambito delle traduzioni tecniche e commerciali.

Molte volte ho sbagliato e credo di aver imparato molto dai miei errori...



Ho accumulato esperienza e sono diventata ogni giorno più adulta, sia dal punto di vista fisiologico che lavorativo.

Nel 2007, dopo aver continuato a studiare e mantenuti vivi i miei interessi, ho deciso di intraprendere la mia carriera da freelance... un viaggio bellissimo alla scoperta di altri mondi, culture, idee e soprattutto di se stessi.